Venerdì 28 marzo, alle 17:30, presso l’aula consiliare del Comune di Colleferro, in via Garibaldi 22, il giornalista Nico Piro presenterà il libro ‘Uno strano dono’, ed. Solferino.
I dettagli sull’evento
L’evento, patrocinato dal Comune di Colleferro e organizzato dall’Associazione culturale L’ Isola Riflessa, dall’ANPI- Staffetta partigiana e dal gruppo Emergency di Colleferro, in collaborazione con la libreria Catena, costituisce anche un’occasione per una riflessione e un confronto sulla complessa situazione internazionale insieme ad un professionista dallo sguardo acuto sul pensiero del mondo.
Nico Piro è un inviato del Tg3, giornalista di guerra, scrittore e documentarista. Ha concentrato i suoi sforzi nel testimoniare il destino degli ultimi, delle vittime delle crisi, dai conflitti alle migrazioni. Ha ricevuto dozzine di premi in Italia e nel mondo, tra questi: il Premio Ilaria Alpi, il Maria Grazia Cutuli, il Premio Luchetta, il Premio Speciale della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, il Premio Antonio Russo, il Premiolino, il Premio Alberto Jacoviello, il Paolo Frajese, il riconoscimento Mimmo Beneventano, il Premio Colombe d’Oro. Tra i suoi libri: Se vuoi la pace conosci la guerra (HarperCollins); Kabul, crocevia del mondo e Maledetti pacifisti (People).
Nel libro ‘Uno strano dono’, racconta la sua esperienza su un campo del tutto personale, quello della disabilità, con una prospettiva unica su un mondo spesso invisibile.
«Sono nato così, morirò così, e qualsiasi cosa abbia fatto nella mia vita, l’ho sempre fatta così come sono. E credetemi: ho messo la faccia dove molti di voi normali non mettereste nemmeno i piedi.» Nico Piro è stato sui fronti più difficili del mondo contemporaneo: dall’Afghanistan al Donbass. Ma è anche uno dei pochi inviati in area di crisi con una disabilità motoria che lo accompagna dalla nascita e di cui fino ad ora non aveva voluto parlare. Una scelta caparbia cui ha tenuto fede per evitare che il giudizio sul suo lavoro fosse influenzato. Ma dopo quasi trentacinque anni di carriera per la prima volta ha deciso di raccontare la sua condizione, in un memoir tagliente e toccante in cui racconta come ha imparato a convivere con questa «diversità», e come un problema dalla nascita si può trasformare in «uno strano dono» che ti fa apprezzare la vita e ti porta a viverla al meglio. Una testimonianza che va oltre la notizia, per farci riflettere su ciò che significa essere comunque in prima linea. Tra una missione in Afghanistan e un viaggio sulle navi che soccorrono i migranti, tra una gara paralimpica di tiro a segno e un’immersione in acque profonde, assistiamo a una battaglia quotidiana per la normalità contro tutti i pregiudizi e gli ostacoli che la impediscono. Il suo libro è una denuncia vibrante indirizzata a coloro che ci governano, ma non è mai un lamento vittimista. La sua storia, pur carica di sofferenza, lo è altrettanto di speranza: la riprova che non esistono limiti invalicabili per realizzare i propri sogni.
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